GUIDE ALTOPIANO

FRITZ WEBER NELLA GRANDE GUERRA

FRITZ WEBER

FRITZ WEBER uno scrittore di Vienna sugli Altipiani

Fritz Weber

FRITZ WEBER

SCHEDA TECNICA

DIFFICOLTÀ: Facile

DISLIVELLO: da 250 m D+.

TEMPO: 3 ore

PERIODO: Tutto l’anno, in caso di neve anche con l’uso delle ciaspole.

ACCESSIBILITÀ: Adulti, Ragazzi, Scolaresche. Adatto anche per persone con disabilità di tipo visivo se accompagnati. Adatto a Scolaresche, Famiglie e Gruppi.

Escursioni Sui Passi di ... Fritz Weber

Chi era

Friedrich Weber, chiamato “Fritz” già dalla sua infanzia, nato a Vienna nel 1895, ricevette una formazione militare alla Scuola dei Cadetti di Artiglieria di Traiskirchen dal 1910 al 1915. Nel maggio 1915 fu assegnato sul fronte italiano al Forte Verle, come Alfiere del sesto battaglione d’artiglieria, (dotato di 300 uomini, 10 cannoni, 15 mitragliatrici) in un settore che divenne uno dei più delicati della guerra alpina. Dopo i pesanti bombardamenti italiani, rimase coinvolto nella difesa della posizione con un gruppo ristretto di uomini, episodio che contribuì molto alla sua fama di testimone diretto del conflitto.

Durante la guerra

Dopo pesanti bombardamenti dell’artiglieria italiana in particolar modo dei forti Verena e Campolongo il comandante abbandona il forte. Solo circa 50 volontari tengono la postazione sotto il comando di Fritz Weber fino al ritorno della guarnigione completa. In questo periodo fa amicizia col suo commilitone Luis Trenker, con cui al termine della guerra collaborerà a livello letterario. Più tardi il fronte si sposta verso Asiago e nell’estate del 1916 il forte è quasi completamente evacuato. Successivamente Weber partecipò a varie battaglie dell’Isonzo e visse anche la fase legata al fronte di Asiago, oltre al successivo arretramento e alla fase finale sul Piave. Il suo percorso bellico include quindi alcuni dei principali teatri della guerra in montagna contro l’Italia: fortificazioni dell’altopiano, linee carsiche e settore del Piave. Per il suo comportamento militare ricevette decorazioni, tra cui la medaglia d’argento al valor militare. Nel frattempo viene promosso Capitano.

Le opere sulla Grande Guerra

L’opera più importante è Das Ende einer Armee, La Fine di un Esercito, tradotta in italiano come Tappe della disfatta, pubblicata nel 1933 e ambientata sul fronte italiano della Prima Guerra Mondiale. Il libro autobiografico, racconta la guerra “dall’altra parte delle linee”, cioè dal punto di vista di un ufficiale austroungarico, e copre i settori più duri del conflitto: Isonzo, Pasubio, Caporetto e Piave. Sarà il suo più grande successo. Non è un libro di guerra ma ammonimento e commemorazione insieme. Accanto a questo testo, Weber scrisse anche Guerra sulle Alpi (1915-1917) e altri volumi dedicati alle campagne sull’arco alpino e sull’Isonzo.

Dopo la guerra

Dopo la guerra fa parte di una commissione che si occupa della demarcazione del nuovo confine dello stato austriaco al passo del Brennero. In questo periodo il suo legame con l’Alto Adige si approfondisce, così come più tardi esprimerà in numerose opere. Nel 1921 ritorna a Vienna e studia Giurisprudenza per qualche semestre. Seguendo la sua inclinazione inizia a scrivere. È redattore presso vari giornali, fra cui la Neue Freie Presse a Vienna.

Nella seconda metà degli anni trenta scrive principalmente romanzi. Si stabilisce una cooperazione con Luis Trenker, come risultato della quale sono pubblicati prima e durante la seconda guerra mondiale quattro romanzi  e il copione per il film di Luis Trenker: Der Rebell.

Valore storico

Fritz Weber è uno scrittore importante perché offre una testimonianza interna, concreta e molto utile per capire la guerra alpina dal lato austroungarico. Non è solo un narratore di eventi: nei suoi libri si vede la combinazione di memoria personale, osservazione militare e riflessione sul crollo dell’Impero austroungarico. Per chi studia la Prima Guerra Mondiale sulle Alpi, resta una fonte narrativa fondamentale, soprattutto per comprendere la vita nei forti, la resistenza in quota e il logoramento del fronte italiano.

Sui passi di Fritz Weber

La nostra escursione, appositamente studiata, vi accompagnerà nei luoghi in cui la Grande Guerra si combatté a quote elevate, tra forti, trincee, cenge e paesaggi che ancora oggi conservano i segni del conflitto. È qui che Fritz Weber, ufficiale austroungarico e testimone diretto della guerra sul fronte italiano, visse alcune delle esperienze più dure della sua vita militare, lasciandoci pagine di straordinaria intensità storica e umana.

Il percorso attraversa un ambiente d’alta montagna che fu trasformato in campo di battaglia, dove la natura e la guerra si scontrarono in modo drammatico. Fortificazioni come il Forte Verle, e Spitz Verle le linee difensive dell’altopiano e i settori legati alle battaglie dell’Isonzo e dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni raccontano una guerra fatta di logoramento, isolamento, freddo, artiglieria e resistenza quotidiana. In questi luoghi Weber non è solo un nome, ma una voce che ci accompagna dentro la realtà del fronte.

Camminare insieme alla nostre Guide, qui significa leggere il paesaggio come un documento storico. Ogni trincea, ogni camminamento scavato nella roccia, ogni resto militare ci aiuta a comprendere meglio la vita dei soldati e il valore della memoria. L’escursione diventa così non solo un viaggio nella storia, ma anche un invito al rispetto per un territorio che conserva ancora oggi le tracce di uno dei conflitti più duri combattuti sulle Alpi.

Lo sapevi che?

Una delle citazioni più forti relative al forte italiano che bombardava la Piana di Vezzena è proprio di Fritz Weber tratta da “Tappe della disfatta”:  «Verena, quella dannata bestia non è più che un ammasso di rovine. Sugli spalti nessuna sentinella camminerà più»

Si riferisce all’episodio del 12 giugno 1915. Meno di 20 giorni dopo l’inizio del conflitto, un proiettile Skoda da 30,5 cm a scoppio ritardato perforò la struttura del forte Verena situato a oltre 2000 m. ed esplose all’interno della polveriera uccidendo il comandante Umberto Trucchetti, due sottotenenti e 43 uomini. Il “Dominatore degli Altipiani” così come le truppe austroungariche lo avevano soprannominato cessava così di esistere.

Werk Verle | Forte Busa Verle

Il Forte Verle, chiamato anche Forte Busa di Verle (in tedesco Werk Verle), è una fortificazione militare situata sulla Piana di Vezzena, a 1.504 metri di altitudine, in provincia di Trento. Sorge non lontano dal Forte Vezzena e fa parte del vasto sistema di fortificazioni costruite dall’Impero austro‑ungarico lungo il confine con l’Italia. In particolare, è una delle sette opere difensive che componevano lo sbarramento Lavarone‑Folgaria.

La struttura si trova nei pressi del Passo Vezzena, sul margine nord‑occidentale del massiccio dell’Altopiano dei Sette Comuni, all’interno del territorio comunale di Levico Terme.

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