GUIDE ALTOPIANO

FORTE SPITZ VERLE

ITINERARIO CIMA VEZZENA

L’OCCHIO DEGLI ALTIPIANI – FORTE SPITZ VERLE

SCHEDA TECNICA

DIFFICOLTÀ: Media – impegnativa in inverno con le ciaspole.

DISLIVELLO: 500 m D+

TEMPO: 4h/5h in base alla variante per il rientro.

PERIODO: Tutto l’anno anche con le ciaspole in inverno (se le condizioni lo permettono, prestare massima attenzione all’eventuale presenza di ghiaccio)

ACCESSIBILITÀ: Adulti, Ragazzi con piede sicuro ed abituati a camminare in montagna su dislivelli +/- 500 m.

Interessi del percorso

Storico

Il forte Spitz Verle, detto anche forte Vezzena, è una fortificazione austroungarica costruita tra il 1910 e il 1914 sulla Cima Vezzena, a 1.908 metri di quota, con funzione soprattutto di osservatorio strategico sull’Altopiano di Asiago e sulla Valsugana.

Struttura del forte

Non era un forte d’artiglieria classico: disponeva soprattutto di mitragliatrici, osservatori corazzati e postazioni di controllo, mentre l’armamento pesante era limitato o assente.
La costruzione in calcestruzzo e cemento armato sfruttava la roccia come difesa naturale, ma l’ardita collocazione rendeva difficili approvvigionamenti e manutenzione.

Guide Altopiano vi propone un’ itinerario panoramico e accessibile che conduce alla caratteristica cima del Spitz Vezzena, balcone naturale sull’Altopiano di Lavarone e sul Lagorai, con vista che spazia fino alla Valsugana e alla zona alta dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni.. Il percorso, privo di difficoltà tecniche in condizioni estive asciutte, attraversa pascoli d’alta quota, fortificazioni della Grande Guerra e ambienti d’alpeggio ricchi di fioriture.

Fu progettato come parte del sistema difensivo austro-ungarico del settore Lavarone–Vezzena, con il compito di controllare i movimenti italiani e coordinare il tiro degli altri forti della zona.
Per la sua posizione dominante venne soprannominato “l’Occhio degli Altipiani”.

Struttura del forte

Non era un forte d’artiglieria classico: disponeva soprattutto di mitragliatrici, osservatori corazzati e postazioni di controllo, mentre l’armamento pesante era limitato o assente.
La costruzione in calcestruzzo e cemento armato sfruttava la roccia come difesa naturale, ma rendeva difficili approvvigionamento e manutenzione.

L’itinerario ideale parte dal Passo Vezzena e segue ampie strade forestali e facili sentieri fino alla vetta, dove sorge il Forte Spitz Verle (ruderi). La cima, riconoscibile per il suo particolare profilo appuntito, offre una sosta panoramica perfetta per una pausa pranzo al sacco.

Grande Guerra

Allo scoppio della guerra il forte fu bersagliato dall’artiglieria italiana fin dal 24 maggio 1915, data ricordata perché dal forte Verena partì il primo colpo italiano contro il settore austroungarico.
Il Spitz Verle resistette a diversi tentativi di conquista e rimase un punto chiave dell’osservazione austroungarica fino al 1916, pur subendo danni pesanti dai bombardamenti.

Dopo la Grande Guerra

Terminato il conflitto, il forte fu abbandonato e progressivamente ridotto in rovina; oggi restano soprattutto i muri in cemento e alcune strutture riconoscibili sulla cima.
È una delle mete più interessanti per chi segue i percorsi storici della Grande Guerra sugli Altipiani veneto-trentini.

Descrizione del percorso

Dal Passo Vezzena si imbocca la strada forestale in direzione Spitz Vezzena/Forte Spitz Verle, tra pascoli e lariceti. La pendenza è regolare e consente di scaldare il passo senza strappi. Superate alcune malghe e bivi ben segnalati, il tracciato diventa sentiero più stretto e sale con ampie svolte verso la dorsale. La vegetazione si dirada e compaiono viste ampie sulla Valsugana e sui laghi di Levico e Caldonazzo. Raggiunta la spalla meridionale, si prosegue lungo la facile cresta fino ai ruderi del Forte Spitz Verle e alla croce di vetta. Panorama circolare su Ortigara, Lagorai, Vigolana/Marzola e Altopiani Cimbri. Rientro per la via di salita. In alternativa, si può chiudere un piccolo anello seguendo le piste forestali inferiori (richiede attenzione all’orientamento ai bivi).

     Sicurezza e note

  • Verifica meteo e condizioni del terreno (neve/ghiaccio possibili a inizio/fin stagione).
  • Evita la cresta con temporali in avvicinamento; in caso di nebbia, presta attenzione all’orientamento.
  • Rispetta pascoli, chiudi eventuali recinzioni, tieni il cane al guinzaglio.
  • I resti del forte sono instabili: non salire su murature o sporgenze. Vietato entrare nella fortezza causa instabilità della struttura.

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