Roberto Sarfatti - Monumento Giuseppe Terragni
Monumento del 1934 del Terragni dedicato a R. Sarfatti

Roberto Sarfatti, la più giovane Medaglia d’Oro della Grande Guerra e il Monumento di Giuseppe Terragni

Roberto Sarfatti fu il più giovane decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare nella Prima Guerra Mondiale, caduto eroicamente a soli 17 anni sul Col d’Echele, sull’Altopiano di Asiago, il 28 gennaio 1918.

 

Nato a Venezia in una famiglia ebraica, si trasferì a Milano all’età di due anni con il padre Cesare e la madre Margherita Sarfatti (nata Grassini). Studiò inizialmente al Politecnico di Milano, dove ebbe come insegnante Alfredo Panzini, e successivamente a Bologna, dove partecipò alle attività del movimento interventista. A 15 anni, contravvenendo al divieto familiare, si arruolò volontario utilizzando documenti falsi ottenuti grazie a Filippo Corridoni. Tuttavia, l’inganno fu scoperto, e fu costretto a lasciare il 35º Reggimento Fanteria. Per allontanarlo, il padre lo iscrisse all’Istituto nautico S. Venier di Venezia, che gli permise di viaggiare per mare per alcuni mesi.

Nel 1917, raggiunta l’età necessaria, si arruolò volontario nel corpo degli Alpini. Con il 6º Reggimento affrontò le prime battaglie, guadagnandosi subito il grado di caporale per il coraggio dimostrato. Dopo alcuni giorni di licenza premio, tornò in prima linea con il suo battaglione, impegnato nei combattimenti sull’Altopiano dei Sette Comuni. Il 28 gennaio 1918 iniziò la prima battaglia dei Tre Monti: il giovane caporale si distinse valorosamente tra le trincee, catturando trenta prigionieri austriaci. Tuttavia, durante un nuovo assalto, fu colpito mortalmente alla fronte dal fuoco nemico. Il suo corpo fu ritrovato solo nel 1934 e oggi riposa nel Sacrario militare di Asiago.

Nel 1918 Ada Negri lo commemorò nell’opera “Orazioni” e contribuì alla pubblicazione di una monografia che raccoglieva le sue lettere. Il 19 aprile 1925 gli fu conferita la medaglia d’oro al valor militare, diventando il più giovane decorato con questa onorificenza della Prima Guerra Mondiale.

 

  • Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita postuma il 19 aprile 1925 con la seguente motivazione:
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

«Volontario di guerra, appena diciassettenne, rientrato dalla licenza ed avendo saputo che il suo battaglione si trovava impegnato in una importante azione contro formidabile posizione nemica, si affrettava a raggiungere la linea. Lanciatosi all’attacco di un camminamento nemico, vi catturava da solo 30 prigionieri ed una mitragliatrice. Ritornato nuovamente all’attacco di una galleria fortemente munita, cadeva mortalmente ferito. Case Ruggi (Val Sasso), 28 Gennaio 1918.»

  • Sul Col d’Echele nel 1934 fu eretto un monumento a ricordo di Sarfatti,  progettato da Giuseppe Terragni, architetto razionalista.

Chi era Giuseppe Terragni? 

Giuseppe Terragni (1904–1943) è stato il massimo esponente del razionalismo italiano in architettura, noto per opere iconiche come la Casa del Fascio di Como (capolavoro razionalista, geometria pura e trasparenza) e il progetto del Danteum (Museo dedicato a Dante Alighieri, mai realizzato rimasto solo in fase progettuale). La sua produzione ha segnato profondamente l’architettura moderna tra le due guerre.

«L’architettura, indice di civiltà, sorge limpida, elementare, perfetta quando è espressione di un popolo che seleziona, osserva e apprezza i risultati che, faticosamente rielaborati, rivelano i valori spirituali di tutte le genti.»

Terragni concepiva l’architettura come espressione spirituale e civile, capace di riflettere l’identità di un popolo.

Fu tra i fondatori del Gruppo 7, che nel 1926 lanciò il manifesto del razionalismo italiano. Collaborò a lungo con Pietro Lingeri e fu attivo nel Movimento Italiano di Architettura Razionale (MIAR).

Legame con l’Altopiano di Asiago 7 Comuni:

Progettò il monumento a Roberto Sarfatti sul Col d’Echele, un’opera commemorativa in stile razionalista, oggi parte del patrimonio storico dell’Altopiano dei Sette Comuni.

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