GUIDE ALTOPIANO

CIMA MANDRIOLO - PAESAGGI A 360°

ITINERARIO CIMA MANDRIOLO

Paesaggi a 360° sull’Altopiano di Asiago

CIMA MANDRIOLO

SCHEDA TECNICA

DIFFICOLTÀ: da Facile a Medio. (WT1-WT2). EAI/EAI+ in base all’itinerario

DISLIVELLO: in base al percorso.

TEMPO: da 2 a 6 ore (compreso eventuale degustazione/pranzo).

PERIODO: stagione invernale, con ciaspole in presenza di neve. Itinerario adatto a ciaspolate notturne.

ACCESSIBILITÀ: Adulti, Ragazzi abituati a camminare in montagna. Ideale per piccoli Gruppi.

Interessi dell'attività

Storico e Naturalistico

Escursione verso una delle cime più alte dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni: cima Mandriolo a 2049 metri di quota. È una delle vette più panoramiche della cresta settentrionale dell’Altopiano, con vista spettacolare sulla Valsugana, le Dolomiti di Brenta e il Lagorai. Camminare in montagna in inverno con le ciaspole ai piedi in un contesto quasi alpino è come immergersi in una tela bianca dove, il pittore siamo noi. Ad ogni nostro passo il dipinto prende forma.  L’escursione ad alta quota diventa un viaggio sensoriale: il crepitio della neve sotto le ciaspole, il silenzio ovattato che avvolge i crinali, il cielo terso che incornicia panorami mozzafiato e poi lassù, dove il vento racconta storie antiche e il tempo sembra fermarsi, si scopre il vero significato del camminare: non arrivare, ma vivere il “viaggio”. L’escursione, di particolare rilevanza naturalistica (ci troveremo a percorrere per un ampio tratto la linea di displuvio che separa Veneto e Trentino) lo è anche dal punto di vista storico: Al temine della III Guerra d’indipendenza nel 1966 la vetta segnava il confine di Stato e fu suddivisa in “Mandriolo italiano” e “Mandriolo austriaco”. Durante la Prima Guerra mondiale in tutta la zona erano acquartierate numerose truppe ( soldati italiani prima e poi dal 1916 austroungarici). Il sentiero che percorreremo si snoda tra pascoli, mughi e tratti rocciosi, presso la cima alcuni brevi punti esposti ma senza difficoltà tecniche rilevanti. Un vasto panorama, lungo la gran parte del percorso, appagherà di ogni fatica. sia durante il tragitto che sulla cima godremo di una panoramica a 360° dal Pizzo di Levico ai laghi di Levico e Caldonazzo, fino alle Dolomiti e alla conca centrale altopianese.

Per tutte le tue escursioni in montagna, prevedi sempre itinerari in funzione delle tue capacità tecniche e fisiche e tieni in considerazione anche l’attrezzatura che possiedi. È importante che ti documenti adeguatamente sulla zona che decidi di visitare; in particolar modo su: itinerario, eventuali aperture dei punti d’appoggio e limitazioni. Non fidarti troppo del cellulare e delle App, meglio la classica cartina cartacea. Informati sulle previsioni meteo, con siti attendibili come arpa.veneto.it e osserva costantemente lo sviluppo del meteo. Non sottovalutare mai l’abbassamento repentino della temperatura in montagna, soprattutto nella stagione invernale. Meglio non intraprendere mai da solo un percorso in montagna, l’escursione condivisa con un amico ti lascerà un piacevole ricordo ed è più sicura. In ogni caso, lascia detto a qualcuno l’itinerario che prevedi di percorrere, e nel limite del possibile cerca di non variarlo troppo. Quando rientri ricordati di farglielo presente per evitare inutili allarmismi e preoccupazioni.  Le escursioni di gruppo, per molti versi sono molto appaganti, ma ricordati di prevedere tempi di percorrenza in base ai partecipanti più lenti. Ricorda che d’inverno i normali tempi escursionistici sono falsati dalla più lenta e difficoltosa progressione su neve, e che le ore di luce sono minori.  Se è la prima volta che esci con qualcuno inizia da itinerari facili e con possibilità di facile rientro al punto di partenza. Se si verificasse la necessità di rientro per qualche membro del gruppo, visto che siete partiti in compagnia, è buona norma e più sicuro rientrare tutti o comunque farlo rientrare in compagnia di qualcuno di “esperto”, non lasciare mai nessuno da solo.

Con la presenza di neve, molte indicazioni dei sentieri potrebbero non essere visibili, scegli itinerari adatti alle tue capacità di orientamento. In caso di incidente chiama il Soccorso Alpino al n° 112 il numero unico di emergenza Europeo, seguendo le poche e chiare domande che il personale incaricato ti farà. Tieni il telefono a disposizione. Per un’escursioni in “maggior” sicurezza valuta di farti accompagnare da una Guida locale abilitata. Saprà accompagnarti nel territorio valutando le tue capacità, mitigando i rischi che la montagna, tanto più in ambiente invernale, può nascondere e non per ultimo raccontarti le straordinarie bellezze del territorio per un’esperienza veramente appagante.

Dal 2021 con la D. Lgs. n° 40 al comma 2 dell’Art. 26 è previsto che: I soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe, devono munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve, (ARTVA) per garantire un idoneo intervento di soccorso.

Se pensi di non essere in grado di comprendere in autonomia alcune delle valutazioni previste da questo D.Lgs, molto probabilmente significa che non sei pronto per un’escursione in ambiente innevato senza l’accompagnamento da parte di un “esperto”.

Ed infine ricordati che sei “ospite” rispetta la flora e la fauna anche evitando inutili rumori e schiamazzi, evita di uscire inutilmente dal sentiero, fare scorciatoie e riporta a valle tutti i tuoi rifiuti. Sì, “leggero” nei tuoi passi, nelle tue ciaspolate e buona montagna.

 

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